Kefir d’acqua: l’elisir di lunga vita?

Kefir d’acqua: l’elisir di lunga vita?

Due anni fa, durante un soggiorno a Londra, una mia amica mi ha fatto assaggiare il kefir d’acqua (chiamato anche tibicos), un’antica bibita probiotica probabilmente originaria della regione del Caucaso, molto usata in Russia e Messico.
Al supermercato vi sarete forse già imbattuti (nello yogurt di kefir, o lo avrete già acquistato) o avrete acquistato lo yogurt di kefir, ma poiché a casa mia siamo quasi tutti intolleranti a latte e derivati, il kefir d’acqua mi è sembrata un’ottima alternativa.
Purtroppo al ritorno non ho potuto portare con me dei grani, considerati come liquidi in aeroporto: avendo solo la valigia a mano, mi sono stati vietati.
Ritornata in Italia, ho acquistato le bustine di kefir d’acqua della Bionova (www.kefir.it), che produce sì una bevanda salutare, gustosa e biologica (con garanzie sulla quantità e sui tipi di fermenti), ma che, secondo me, non è buona come quella prodotta dai veri e propri kefir.

Sapevo che i grani si riproducono velocemente e vengono solitamente donati. Dove trovare allora qualcuno che me li regali? Accade che nella bacheca Facebook di un’amica vedo un post sugli “spacciatori di pasta madre” e penso: “magari ci sono anche quelli di kefir.” E cosi è stato. Allora  mi sono iscritta al gruppo “Kefir Italia”, da cui (nel quale), per fortuna,  ho trovato una donatrice vicino a casa.
La nutrizionista che c’è in me era un po’ preoccupata per l’assenza di garanzie sull’ origine del prodotto e delle sue condizioni igieniche. Tuttavia, una volta conosciuta la mia donatrice (grazie LL!), che mi ha dato ottimi consigli e insegnato dei trucchetti, ho deciso di fidarmi.
I miei kefirini, infatti, sono sanissimi e producono una deliziosa bevanda frizzante e dissetante, adorata da tutta la famiglia. Secondo diversi studi scientifici, i fermenti probiotici collaborano per la salute dell’intestino, contribuendo a  rinforzare le nostre difese immunitarie.
Quest’utilissima bevanda aspetta solo voi, forza!

Per saperne di più, unitevi al gruppo “Kefir Italia” o leggete l’articolo di Ivy sul sito Green me (Kefir d’acqua come farlo a casa e i suoi benefici) o quello su Ambiente Bio (Kefir d’acqua: benefici e preparazione).

Guardate anche questo video della naturopata/nutrizionista Simona Vignali.
Per quanti comprendono l’inglese, su Yemoos Nourishing Cultures  si trovano più informazioni sull’ argomento.

Per quanti, invece, non lo conoscono ecco qui un breve riassunto:
1. COSA SONO?
Si tratta di lieviti e batteri che vivono simbioticamente; piccoli grani gelatinosi e semi trasparenti. Il loro colore dipende dal tipo di zucchero: se si utilizza quello bianco saranno incolori; se si usa quello grezzo saranno più scuri. La loro forma e misura varia: possono essere lisci e avere la superficie regolare o assomigliare ad un pezzetto di cavolfiore. Possono essere piccolissimi come un chicco di riso        e crescere fino a 3-5 cm. Grani piccoli producono una bevanda più frizzante e saporita. I kefir si riproducono e crescono più d’estate che d’inverno.

  1. COME SO CHE I MIEI KEFIR D’ACQUA SONO SANI?
    Nella fermentazione lo zucchero viene convertito in acido lattico, diossido di carbonio, anidride carbonica e una piccola percentuale di alcool. Finchè i kefir trasformano l’acqua e lo zucchero in una bevanda frizzante e gradevole, va tutto bene. E’ importantissimo, però,  osservare tutte le corrette norme igieniche  e, al massimo dopo 72 ore, conservare la bevanda in frigorifero e consumarla entro pochi giorni.
  2. QUALE ACQUA DEVO UTILIZZARE?
    I kefir vivono meglio nell’acqua minerale. Ho letto che non piace  loro quella con il cloro (anche se, da quanto c’è scritto nel gruppo in rete, non sembra vero e anzi crescono benissimo). Personalmente, preferisco evitare il consumo di cloro e utilizzo acqua filtrata con l’osmosi inversa. Anche in questo caso  gli articoli di internet sostengono che non va bene. Per il momento, per quanto i miei non si riproducano molto, il risultato è una gustosa bevanda frizzante. A volte, poi, uso solo l’ acqua minerale (se voglio che crescano ) o mischio l’acqua filtrata con quella in bottiglia.
  3. QUALE ZUCCHERO DEVO UTILIZZARE?
    Ho notato che con lo zucchero bianco si moltiplicano di più. Lo zucchero integrale di canna grezzo bio (mascobado) ha un sapore particolare, che dà un colore più scuro alla bevanda e anche ai grani di kefir. La ricetta è la stessa: acqua, limone, uvette e zucchero, per esempio, hanno colori e sapori diversi, in accordo con il tipo di zucchero utilizzato. A voi la scelta! Io procedo a rotazione: bianco, demerara e mascobado. Non utilizzate mai il miele: ha un potere battericida e potrebbe uccidere i grani.

Come si prepara il Kefir d’acqua?

Ingredienti:

  1. 1 barattolo di vetro abbastanza grande con chiusura ermetica
  2. 1 colino (inox, plastica o silicone)
  3. 1 litro d’acqua minerale  naturale
  4. 3 cucchiai di granuli di kefir d’acqua
  5. 3 cucchiai di zucchero ( preferibilmente di canna bio)
  6. 1 fico secco (o prugne o qualche chicco di uvetta bio)
  7. ½ limone biologico con la buccia

E’ importante che la frutta essiccata e il limone siano biologici; se così non fosse la prima conterrebbe conservanti nocivi ai kefir (oltre che a noi stessi!), il secondo verrebbe trattato in superficie con sostanze chimiche e/o cera. Se non avete un limone bio, NON usate la buccia!!!

A piacere, si possono aggiungere altri aromi naturali. Io ho provato lo zenzero, il rosmarino,  le fette di arancia con la buccia, il mandarino bio, i frutti di bosco…Insomma, potete sbizzarrirvi nel fare gli alchimisti!

Procedimenti :

Io preferisco fare due fermentazioni: la prima solo con acqua, zucchero e kefir, per 24/48 ore, in questo modo i grani restano più “puliti”, senza residui di limone o frutta secca.  Una delle prime volte ho avuto l’infelice idea di tagliare il fico (per sprigionare meglio il sapore) e ho impiegato ore per eliminare tutti i minuscoli semi che si erano  attaccati ai grani.

Per seconda fermentazione (per ulteriori 24 ore) dopo aver filtrato i grani,  aggiungo la frutta essiccata (io preferisco l’uva sultanina), mezzo limone con la buccia e succo di limone o anche succo di uva, mela o mirtillo. Per un kefir ancora più sfizioso si può mettere pezzetti di frutta o aromi: ananas, foglie di menta, un rametto di rosmarino, anguria, fragole ecc. Usate la fantasia!

Anche se utilizzo sempre un barattolo a chiusura ermetica, andrebbe ugualmente bene un canovaccio bloccato da un elastico. Dovranno rimanere almeno due dita d’aria sopra l’orlo dell’acqua, perché la fermentazione produce anidride carbonica e la pressione potrebbe fare “scoppiare” il tappo.

Il kefir è più buono se fresco, perfetto per rinfrescare d’ estate. Noi consumiamo almeno due litri ogni giorno. Siamo in 4 in famiglia e tutti pazzi per il kefir!

Per una nuova preparazione del prodotto, rimettete nel contenitore di vetro solo 3 cucchiai di granuli per litro d’acqua, togliete i granuli in eccesso e…. regalali a qualcun altro. Buon kefiring!



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